Il futuro di Docker – live dall’hackathon

21 giugno 2015

Fabrizio Soppelsa

- RHCE, Autore di Linux&C, Autore di Linux Journal

Spesso mi chiedono: Cosa vedi nel futuro di Docker? Qui stanno trapelando alcune anticipazioni della DockerCon15.

Eccomi in diretta dall’hackathon15, all’hotel Marriot Marquis di San Francisco. L’hackathon è una competizione a squadre per fare modifiche ai repo di Docker o per creare nuovi entusiasmanti progetti. 24 ore di fila al termine delle quali ogni gruppo deve presentare ciò su cui ha lavorato. Come premi, biglietti per la DockerCon, merchandise e altre cose carine. Ma ovviamente si hackera per la gloria.

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Con la mia squadra, formatasi casualmente stamattina, avevamo pensato inizialmente a integrare Swarm con OpenStack Neutron. Ma il core team di Docker ci ha vivamente sconsigliato di provarci, perché ci sarebbe servito ricompilare Docker con il flag –experimental, e avremmo potuto lavorare su qualcosa fin da principio senza speranza. Così, abbiamo pensato di  aggiungere un generic driver a docker-machine. In questo momento, mentre il mio mate americano sta fixando un bug critical, in attesa del suo commit (io sono il maintainer del nostro repository), scrivo questo post.

Cosa ci aspetta nell’immediato futuro di Docker quindi? Ecco brevemente.

1. DockerOS. Qui vedono abbastanza di cagnesco CoreOS e il progetto “rivale” Rocket, tanto che c’è nell’aria la possibilità che Docker lanci il proprio sistema operativo ottimizzato per i container. Acquisendo RancherOS? Non si sa. Certo sarebbe un colpo durissimo al progetto Atomic di Red Hat.

2. Programma di training e certificazione tutto campo sui container.

3. Docker Enterprise, cioè la distribuzione di una versione enterprise a pagamento con alcune feature avanzate. Gli investitori reclamano risultati monetari, e questo sembra il modo più diretto al momento per incassare.

4. Networking. Tallone d’achille di Docker ora, si prevede che Docker Inc acquisisca alcune company che lavorano su SDN, come SocketPlane.

5. Docker for Windows. Senza dover passare per boot2docker per i desktop, e con la possibile integrazione di Docker con HyperV. Sul lungo periodo, magari qualche altra cosa interessante, data la recente strategia di “aprirsi” di Microsoft.